Ecocardiogramma Transesofageo: che cos'è e a cosa serve?
L’Ecocardiogramma Transesofageo è un esame seminvasivo, di facile e rapida esecuzione da parte di operatori esperti, complementare all’esame transtoracico ogni qual volta quest’ultimo non risulti risolutivo nel risolvere un quesito diagnostico.
La metodica, utilizzando gli ultrasuoni e la ricostruzione 3D e sfruttando la contiguità del cuore con l’esofago, consente la visualizzazione delle strutture cardiache con una ricchezza di dettagli molto simile a ciò che vede in sala operatoria il cardiochirurgo.
L’esame diventa pertanto fondamentale nella pianificazione di un intervento su una valvola e nella selezione della tecnica riparativa chirurgica o percutanea. L’ecocardiogramma transesofageo è inoltre imprescindibile in presenza di protesi valvolari meccaniche, in quanto gli artefatti prodotti delle parti metalliche non consentono una corretta valutazione all’esame transtoracico.
Ecocardiogramma Transesofageo: come viene eseguito?
L’ecocardiogramma transesofageo è molto simile, dal punto di vista tecnico, ad una gastroscopia. I dati ricavati dall’esame vengono poi analizzati da un software di ultima generazione e adoperati per una ricostruzione tridimensionale delle immagini del cuore.
Prima dell’esame viene eseguita un’anestesia locale dell’orofaringe sotto forma di spray e praticata una leggera sedazione per via endovenosa, in modo tale da ridurre la sensibilità e quindi il fastidio.
Al termine dell’esame il paziente viene tenuto in osservazione per circa 30 minuti, in attesa della consegna del referto.
È raccomandato il digiuno nelle 4 ore precedenti l’esame e poi anche nelle 2 ore successive. Inoltre, è sconsigliata la guida dell’auto per l’intera giornata.
Quando è indicata l'esecuzione dell'esame?
- per escludere la presenza di trombi all’interno delle cavità cardiache;
- per confermare il sospetto di masse a carico delle strutture cardiache (tumori, vegetazioni);
- nel sospetto di infezione delle valvole cardiache;
- per valutare accuratamente un vizio valvolare (insufficienza o stenosi), in previsione di un intervento cardiochirurgico o di cardiologia interventistica;
- per valutare un eventuale malfunzionamento di una protesi valvolare;
- per valutare la presenza di un difetto congenito (ad esempio il difetto interatriale o il forame ovale pervio).